Le Poesie di Franco - Agriturismo Ridiano

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Le Poesie di Franco

Le poesie di "Franco"

Chi è "Franco"
Gianfranco Alpi. Nato a Tredozio dove risiede ha partecipato a vari concorsi letterari - anche in vernacolo -  conseguendo brillanti risultati, fra i quali: Accademia dei Benigni di Bertinoro, Comune di Faenza, Associazione Culturale S.Giovanni Bono di Cesena, Concorso Piccolink di Faenza, Giro d'Italia delle poesie in cornice.
Ama scrivere ciò che un'emozione detta, lasciandosi guidare unicamente dalla penna del cuore.


La smana sàta

      
Stel pochi rig l'innè a basta
per racontè i dè prema dla Pasqua
con e vèt cò s'alveva a guidè i vul
di sturne chi fruleva vers e sol.

L'im arporta en tl'eria tevda ed la matena
per i soiche ed la tera areda a bona lona
a corr  schelz fra i fior dla piadanela
prema ed bagnem  j'acc, ent l'aqua cera.

E respir om sa ferma per on pò',
an pos tradì ona gazzla d'emoziò
davati a 'na fotografia scateda tat tèp fa
la smana sàta, en ti scalè dla verda età.

Guardand a chi colur  on po' sbiadì
di fior di pisgh ancora profumè
arpès a com j'era long chi dè d'atesa
e com j'è curt sti dè che sobte i pasa.  

        
                      
Gianfranco Alpi

Solstizio d'inverno

Scaglie di neve
danzano sulla scia
dell’ultimo sole
frettoloso di commiato
tramontando macchie
di foglie infreddolite
ostelli per culle
debordanti di piume
ora dimenticate
da starnazzanti gazze
indaganti
alla soglia degli usci
allietati da
sbadigli di sole
e fuochi accesi
con tralci ingobbiti
per grappoli di mani
accovacciate a mezzaluna
con le giumelle piene

di caldarroste fumanti
calde come il pane
per le notti lunghe
e fredde di vento
ravvivate dal lume
di festanti scoppi .
        
                      
Gianfranco Alpi

Scorcio d'autunno


Mi ha fermato una panchina,
ha fermato i miei occhi a luce bassa
come il lampione di una vecchia locanda
in una sera di novembre
di quelle che sanno già di inverno
come i rami al Cielo
nudi come mani
screpolate di ricordi.
Ha fermato anche i miei passi
che vanno sulle orme
di chi ha già camminato:
non hanno fretta di arrivare
non hanno fretta di sapere
i pochi o i molti che rimangono da fare:
sono chicchi di una spiga
che il sole ha già raccolto,
sono parole di pagine
che il vento ha già voltato,
e ogni giorno è un attimo
che vorrei trattenere
mentre inavvertito
mi cade di mano.

                                                                      Gianfranco Alpi

2° premio concorso CISL- Cesena 2007

La Segavecia


L’è sparì ‘ddrè dai montazuccle l’utme sol
l’arlùs è sprai cò svapora  vers  è mèr
dap ai lavor cò fness sol quand clè bùr
o s’azend ona fiama vespa a scaldè i còr.

L’è la fiama de foglè cla brusa alegra
col foghed di sermet che e nòn l’à preparè
per la festa che da s. grugnò la s’aspeteva:
La segavecia ,cla casca la zoba, dap a ventrì dè.

O tocca fè prest a preparela
e sol ondusa , ma la not la s’è scurzida,
dai zel ,l’ariva prest l’ejba puntuela
sora a la stappia clà speta ed ress areda.

Da la porta ed cà ,  armasta sempre averta,
o cress la fila del burdletti da j’acc bell
clì s’afaza con  la testa on po’ spetneda:
en braz  li porta è desiderie d’arfè on bal.

La festa la cmeza ,mezanot la fa prest ad arivè,
è tep, cò tò e cò dà, on se potrà  enganè,
ma dù  zir en tond a braza ennamoredi
a ‘sta segavecia ,avera, i si potrà rubè!.

                                         
 Gianfranco Alpi

La befana

Anche quest’anno, di bontà ricolma
ecco la Befana che ritorna,
Per le case viene a portar doni
A tutti rechi gioia e pace per i cuori.
Già la conoscete questa vecchia buona
che tanta serenità a ciascuno dona
Non fa certo per prendersi qualcosa
ma solo perché nel dare è generosa.
Non lo fa per un’altra intenzione,
lo fa solo per amor di tradizione,
e questa sera se la farete entrare
vi porterà la gioia di cantare
dei più piccoli sarà la meraviglia
e sarà festa per tutta la famiglia.

                                         
 Gianfranco Alpi

S.Giorgio in Rosata

Vanno i cipressi
con gl’olmi e con i gelsi
vestiti di foglie
in agili movenze
lungo le prode
spettinate
da baruffe di vento
entrato dalla fenditura
dei tralci stirati
come braccia al sole
a incrociare solchi
di acqua sorgiva
saltellante sulle gobbe
dei campi stesi al sole
adorni di fiori:
ricordi e odori
di algidi inverni
e guazze mattutine
sacri nei gesti
del popolo raccolto
a rinnovare voti
con litanie di preci
davanti al ciborio
vegliato da fiaccole
snelle sul lino
suscitanti voci
scandite all’unisono
sfogliando pagine
di antichi salmi
intercalati da inni.

                                         
 Gianfranco Alpi

S.Valentino

S'alza il sole dietro il poggio di Piaiano
a inondare le querce dalle chiome scure
e scende i campi fino al torrente Ibola
dove in anse scavate dall'argilla
scorre l'acqua tra selvagge gole.
L'altro versante adagiato sul Tramazzo
come un bastione si siede sulle mura
sembra far da sentinella ai saliscendi
che s'increspano dal fosso di Tizzolo
fino ai declivi che sovrastano l'Avolano.

Sta seduto come un vecchio il monte di Potente
a godersi la vista tutt'intorno
che dal mare sale l'Alpe di Gamogna
ininterrotta di monti
crescenti dal disteso piano.
Arrivano a toccare il campanile a vela
i rami che sotto l'onda del libeccio
si univano al sacro rito dell'Offerta
nell'ora presta delle lodi
o in quella dei vespri sul tramonto.

Fra le mura della Chiesa
slanciate verso il Cielo
si respira un riverbero
di un antico salmo
cantato dai padri della nostra Fede
a tante voci perchè arrivasse forte.

Ritorno spesso presso queste mura
per la carraia che sale la montagna
sostando ogni tanto alla fontana
per bagnarmi gli occhi
e un po' le mani
prima di rimetterle in tasca,
...come un  tempo...
quando - per cercare pane -
vi entravano a fatica,  per i nodosi calli.
A fatica, come adesso,
se devono uscire
per portare un seme
o per spartire un dono.
        
                      
Gianfranco Alpi

Carnevale

E' questa una storia della nostra montagna
della valle che il Tramazzo bagna:
è la storia che raccontavano i nostri nonni
per carnevale nel corso dei suoi anni.

"Venite da bacìo, venite da mezzogiorno,
vi aspetto numerosi al fuoco intorno,
ho travasato dalla botte il vino novello
per far cantare a Savino il suo stornello.
A comandare stasera sarà sol  l'allegria,
a guidarci ci sarà l'ortodossia
e per far gli amici ancora più stretti
sulla tavola non mancheranno i gnocchetti.
Ciambella e vino - un bel bicchiere -
fa bene e tira su il morale
mi raccomando non fatevi pregare,
porta male se rimane da mangiare.
Sarete ancora più graditi
se porterete le dame voi mariti
al suono del valzer e della tarantella
la veglia di carnevale sarà ancor più bella."

Dai villaggi, poderi  e vicinato
le scarpe lucide uscivano sul prato
e per fare pareggio con la sera
una lanterna di paglia si accendeva
lungo i fossi e per le strade storte
per trovarsi insieme in 4 giravolte,
con un occhio rivolto al calendario
che separa il faceto dal più serio,
senza pretendere di far aggiunte
quando la luna volge al ponente.

A tempo di
galop e di manfrina
le sottane vanno a destra e a mancina
ma quando di Quaresima arriverà l'ora
i balli lasceranno  il posto alla Corona
per ricordare che la fiamma,
che balla vista sulla cresta
ritorna cenere quando al fin ricasca.  
        
                      
Gianfranco Alpi

 
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